Salve a tutti, ho deciso di recensire personalmente questo album e non di copiare e incollare recensioni gia fatte. Vi spiego il perchè...
Prima di tutto tra le recensioni riguardanti questo album che ci sono in giro per il web non mi hanno sodisfatto per niente perchè scritte da veri e propri cirtici che, come dice la parola è loro mestiere parlare male di grandi capolavori e musicisti.Secondo perchè c'è la sua grande differenza tra le recensioni scritte dai Fan (con la F maiuscola) e musicisti come me, che potrebbero ascoltare un pezzo milioni di volte e provare tutte le volte la stessa emozione del primo ascolto, e recensioni scritte da critici che sparano tanti paroloni senza senso e si improvvisano grandi esperti di musica quando non sanno neanche che cos'è un riff di chitarra.Premesso questo e la mia incazzatura nei confronti di questi buffoni arriviamo all'album.
Ritorno alle origini o innovazione stilistica per il teatro del sogno?Beh la mia risposta è:"tutte e due".In questa opera troviamo un lieve abbandono dei suoni Dark presenti nel precedente album Train of Thought e ritroviamo un leggero ritorno alla melodia degli album precedenti grazie anche all'utilizzo di un'orchestra presente in Octavarium e Sacrificed Sons e di un quartetto d'archi in The Answer Lies Within.
Apro una piccola parentesiin una recensione ho letto che i musicisti del gruppo, palesemente tecnici e dotati non hanno mai scritto, salvo poche eccezioni delle vere canzoni. Non focalizzandosi sui brani la band tendeva a "stirare" le loro tracce inserendo lunghissime parti solistiche e che le loro idee venivano sommerse dagli assoli chilometrici. Il recensore sostiente oltretutto che il gruppo era riuscito a dare il meglio su canzoni di breve durata.
Allora letto questo consiglio a chi ha scritto quest'emerita sequela di cazzate di andarsi a studiarsi la definizione di progressive e di ascoltarsi una buona dose di Genesis, Rush e Yes. Quando avrà portato a termine le mie istruzioni allora sarà capace di effettuare una recensione sensata.
-The Root Of All Evil- L'album si apre con delle sequenze di colpi di timpano. Portnoy sembra quasi voler castigare la propria batteria. Si percepice in lontananza la chitarra di Petrucci sopra un arrangiamento molto oscuro quando all'improvviso il nostro caro guitar hero scatena un potentissimo riff di chitarra. Un pezzo molto tirato che alterna pezzi melodici ad altri più aggressivi che riporta l'orecchio alle affascinanti atmosfere di Awake.
-The Answer Lies Within- Ed eccoci ad una ballata romantica e molto melodica, segue la scia di alcune puntate dell'album Falling into infinity come Hollow Years e Anna Lee, a mio parere troppo ingiustamente maltrattate da molti fans. Sono composizioni molto profonde e di grande spessore melodico, etico, morale e chi più ne ha più ne metta.
-These Walls- Tappeti di tastiera e grande atmosfera regalano a questo pezzo un'immediatezza all'ascolto non indifferente. Un pezzo che senza dubbio ci riporta indietro di 13 anni ai tempi di Images And Words poichè il ritornello è paragonabile per la sua orecchiabilità a quello della bellissima Pull Me Under. Assolo di chitarra breve ma molto efficace!
-I Walk Beside You- Il pezzo più odiato (ingiustamente) dai fan tradizionalisti e dai critici o semplicementi da quegli individui aventi una mentalità ristreatta. Il pezzo è semplice, immediato, molto regolare, melodico e orecchiabilissimo ma questi possono essere considerati difetti? Sicuramente non è un pezzo progressive ma a mio parere è un pezzo molto profondo, che viene dal cuore e quando lo si ascolta ci fa pensare a quanto è bella la vita.
-Panic Attack- Benvenuti nella sezione trash dell'album. Qui John Myung ci spara nelle orecchie una violentissimo intro di basso. Qui il gruppo ha voluto dedicare una parte dell'album ai gusti giovanili di Petrucci e Portnoy che in età giovanile erano affascinati da questo genere e che sono cresciuti con Metallica, Megadeth nelle cuffie.
-Never Enough- Di nuovo i gusti adolescenziali dei tre fondatori del gruppo, quindi nuovamente Trash Metal intervallato questa volta da accenti di Rock moderno. L'ascolto potrebbe essere problematico per coloro che puntualmente hanno delle aspettative precise da questo gruppo.
-Sacrificed Sons- Mini-suite di 10 minuti ce ci introduce in lande misteriose e posti affascinanti con un'accompagnamento ben calibrato per poi addentrarsi nel cuore del prog dove emergono momenti di tecnica virtuosa e non fine a se stessa come hanno il coraggio di definirla certi recensori. Questi momenti di tecnica sono alternati a squisite parti melodiche. A mio parere uno dei pezzi più riusciti del disco.
-Octavarium- Ed eccoci alla Title Track dell'album non che pezzo di chiusura. Tappeti tastieristici e Continum Keyboard ci rispediscono indietro nel tempo, ai tempi dei grandi Pink Floyd, infatti l'inizio di questo pezzo vuole essere una dedica al capolavoro Shine On You Crazy Diamond. Dobbiamo fare tanto di cappello all'uomo delle tastiere Jordan Rudess. Dopo 3 minuti di intro possiamo goderci uno stupendo riff di chitarra accompagnato alla Octavarium Orchestra e successivamente una deliziosa melodia di flauto ci culla e ci rispedisce lontano ai tempi dei Jethro Tull e dei Genesis. L'assolo di tastiera è molto ben calibrato, molto melodico e tecnico al punto giusto. Complimenti anche al chitarrista del gruppo, l'assolo a mio parere uno dei migliori per tecnica, melodia e durata.
Bè come vedete sono stato molto polemico, ma il polverone che ho alzato non l'ho fatto per demolire un album o un gruppo ma l'ho fatto per far capire che questi critici sono degli incapaci e vengono pagati per smerdare i veri artisti, che senza di loro non potrebbe esistere nessun critico...
Riflettete gente...
sabato 15 dicembre 2007
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